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Formazione sull'AI: come organizzarla senza fermare l'azienda

A chi serve, di cosa deve parlare, e come si dimostra di averla fatta. Senza corsi da otto ore che nessuno ricorda il mese dopo.

Guida operativa5 minutiAggiornata il Grace & Partners

L'obbligo di alfabetizzazione riguarda più imprese di qualunque altro, si applica dal 2 febbraio 2025 e quasi nessuno lo colloca alla data giusta: i dettagli, con le fonti, stanno in Alfabetizzazione in materia di AI.

Qui c'è l'altra metà: come si organizza senza trasformarla in una giornata d'aula che dopo tre settimane non ha lasciato niente.

Il criterio che fa risparmiare più tempo è uno: la formazione va tarata su cosa una persona usa davvero. Chi scrive email con un assistente e chi valuta curricula con uno strumento di selezione hanno bisogno di due cose diverse, e dare a entrambi la stessa ora generica non aiuta nessuno dei due.

  1. 01

    Parti da chi usa cosa, non dall'organigramma

    L'elenco delle persone da formare esce dal registro, non dalle funzioni aziendali. Comprende anche chi non ha un account sui sistemi interni ma usa uno strumento per lavorare: collaboratori, stagisti, chi è part time.

    Cosa resta · L'elenco delle persone con, accanto, gli strumenti che usano.

  2. 02

    Tieni le sessioni corte e legate al lavoro vero

    Tre concetti per volta, sugli strumenti che quella persona apre davvero. Una formazione generica sull'intelligenza artificiale è interessante e non cambia un comportamento; dieci minuti su cosa non si incolla in quella finestra lì lo cambiano.

    Cosa resta · Il programma, con gli strumenti a cui si riferisce.

  3. 03

    Metti dentro le tre cose che servono a tutti

    Qualunque sia il ruolo: che il risultato può essere sbagliato e sembrare giusto; che quello che si incolla esce dall'azienda; che la responsabilità di quello che si invia resta di chi lo invia. Il resto è specifico.

  4. 04

    Dimostra la comprensione, non la presenza

    Una firma di presenza dimostra che una persona era in una stanza. Due domande a fine lettura dimostrano qualcosa di più — poco, ma verificabile. E un esito negativo va trattato come un'informazione utile, non come un problema da nascondere.

    Cosa resta · L'esito per persona, con la data.

  5. 05

    Rifallo quando cambia lo strumento, non quando scade l'anno

    La formazione annuale è un calendario, non un criterio. L'occasione vera è l'ingresso di uno strumento nuovo o il cambio d'uso di uno esistente: è lì che le istruzioni di prima smettono di valere.

    Cosa resta · Il collegamento fra le voci del registro e le sessioni fatte.

Le domande che arrivano

Vale anche per chi usa l'AI solo ogni tanto?
L'obbligo guarda a chi si occupa del funzionamento e dell'uso dei sistemi, non alla frequenza. In pratica, se una persona può incollare dati aziendali in uno strumento, le tre cose di base le servono — richiedono dieci minuti.
Serve un ente di formazione accreditato?
La norma non impone un formato né un fornitore. Quello che serve è che il contenuto sia pertinente a quello che le persone usano e che resti una traccia di cosa è stato fatto e da chi.
E i collaboratori esterni?
Se usano strumenti di AI per lavorare per voi e con i vostri dati, il problema pratico è identico. Il modo di affrontarlo cambia — spesso è una clausola contrattuale invece di una sessione formativa — ma tenerli fuori dal ragionamento lascia scoperta la parte più difficile da controllare.

Cosa dice la norma

Questa guida descrive un metodo di lavoro: non stabilisce quali obblighi riguardino la vostra azienda, che dipendono da cosa usate, con quali dati e per quali finalità. I riferimenti normativi stanno qui, riportati con le fonti ufficiali:

Con [H]AIdafare

La formazione richiesta si calcola da ciò che ciascuno usa davvero, e un quiz non superato non lascia traccia: non è la prova di niente.