AI Act

Come mettersi in regola con l'AI Act

La risposta breve: oggi significa rispettare tre obblighi già in vigore ed essere in grado di dimostrare quello che si fa. Non esiste un bollino da ottenere, non c'è un ente che vi certifichi conformi, e nessun software può dichiararvi in regola — noi compresi.

Qui sotto trovi il quadro completo: che cosa vi riguarda adesso, che cosa è stato rinviato, e i sei passi per arrivarci. Ogni data porta la sua fonte.

Quello che vi riguarda già oggi

Sono tre, e valgono per qualunque impresa usi strumenti di intelligenza artificiale — anche comprati da altri, anche inclusi in software che avevate già.

Pratiche vietate

Alcuni usi dell'intelligenza artificiale sono proibiti in Unione europea, senza eccezioni e senza periodo di adeguamento. Il primo passo è sapere se qualcosa, in azienda, ci si avvicina.

Obblighi di trasparenza

Le persone devono sapere quando stanno interagendo con un sistema di AI, e certi contenuti generati dall'AI vanno dichiarati. Riguarda l'assistente sul sito, le risposte automatiche, i materiali prodotti con l'AI.

AI Literacy

Chi fornisce e chi utilizza sistemi di AI deve adoperarsi perché le persone che li usano sappiano cosa stanno usando. Dal 2 agosto la verifica è affidata alle autorità nazionali di vigilanza.

La parte che quasi nessuno aggiorna

Quello che invece non dovete fare adesso

Il 27 luglio 2026 è entrato in vigore un regolamento di semplificazione («AI Omnibus») che ha spostato in avanti gli obblighi sui sistemi ad alto rischio. Per i sistemi ad alto rischio le regole arriveranno più tardi — dicembre 2027 e agosto 2028 — ma quello che c'è oggi è già vincolante.

Vale la pena dirlo perché moltissimo materiale in circolazione è fermo a prima di quella data e continua ad annunciare scadenze di agosto 2026 che non esistono più. Se una pagina ve lo dice ancora, è stata scritta prima del 27 luglio 2026 e non aggiornata. Spaventare è facile; la cosa utile è sapere che cosa non serve fare, e potervi dedicare il tempo a quello che serve.

Quadro verificato il 14 settembre 2026 su fonti ufficiali dell'Unione europea. Non sostituisce una valutazione riferita alla vostra situazione.

I sei passi, in ordine

Vanno fatti in quest'ordine perché ognuno dipende dal precedente: non si può decidere cosa comporta uno strumento prima di sapere che lo usate. Accanto a ogni passo c'è come si dimostra, che è la metà che manca quasi sempre — e l'unica che conta quando qualcuno chiede.

  1. 01

    Scrivete quali strumenti di AI usate

    Compresi quelli che non avete comprato come «AI»: la funzione dentro il CRM, l'assistente sul sito, il filtro dei curriculum, chi genera testi o immagini. La maggior parte dell'AI in azienda è arrivata dentro software che avevate già.

    Come si dimostra: Un elenco con nome, fornitore, a cosa serve e chi lo usa. Se oggi non esiste, questo è il primo passo e non ce n'è un altro prima.

  2. 02

    Date a ciascuno un responsabile

    Una persona con nome e cognome che risponde di quello strumento. Non un ufficio: una persona.

    Come si dimostra: Il nome accanto allo strumento, e la data da cui lo è.

  3. 03

    Guardate cosa comporta ognuno

    Le domande che contano sono poche: parla con delle persone? produce contenuti che arrivano a qualcuno? incide su decisioni che riguardano qualcuno? tratta dati personali, o dati delicati? lo usate su candidati, dipendenti, minori?

    Come si dimostra: Le risposte scritte, con la data. Un «non lo sappiamo» dichiarato vale più di un «no» messo per chiudere la riga.

  4. 04

    Dite alle persone quello che devono sapere

    Chi parla con un assistente automatico deve saperlo. I contenuti generati vanno dichiarati. È l'obbligo più facile da rispettare e il più facile da dimenticare, perché costa una frase.

    Come si dimostra: Dove lo dite: la riga in cima alla chat, la nota sotto l'articolo. Una schermata basta.

  5. 05

    Fate in modo che chi li usa sappia cosa sta usando

    Non serve un corso: serve che chi usa quegli strumenti sappia cosa può metterci dentro, quando l'uscita va controllata e dove finisce la responsabilità della macchina.

    Come si dimostra: Chi ha letto cosa, e quando.

  6. 06

    Mettetelo per iscritto, e rivedetelo

    Una politica interna d'uso, e la data in cui va riguardata. È il passo che quasi nessuno fa, ed è quello che distingue un'azienda che mantiene tutto aggiornato da una che si è fermata al primo adeguamento.

    Come si dimostra: Il documento con la versione, chi l'ha approvato e quando. E la prossima data di riesame.

La prossima data

fra 34 giorni

Si applicano i nuovi divieti sui sistemi di AI che generano deepfake sessuali non consensuali e materiale pedopornografico. E per i sistemi già sul mercato prima di agosto, i fornitori devono applicare la marcatura dei contenuti generati dall'AI.

In Italia la vigilanza spetta all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, l'accreditamento ad AgID. Le date successive, con quello che comportano, stanno nel calendario delle scadenze.

Le domande che ci fanno

Quello che chiede chi arriva qui

Usiamo l'AI solo dentro strumenti di altri. Ci riguarda lo stesso?

Sì. Gli obblighi seguono l'uso, non l'acquisto: se un programma che usate ha dentro una funzione di AI, quella funzione è in azienda. È il caso più comune, ed è il motivo per cui il primo passo è un elenco e non un documento.

Non sappiamo nemmeno quali strumenti usiamo davvero.

È il punto di partenza normale, non un ritardo. L'AI entra dal basso, uno strumento alla volta, e nessuno ha mai messo insieme il quadro: si comincia da lì, e in mezza giornata l'elenco esiste.

Quanto costa non farlo?

Le violazioni delle pratiche vietate arrivano al 7% del fatturato mondiale, gli altri obblighi al 3%; per le piccole e medie imprese si applica il minore fra il tetto in euro e la percentuale. Ma la sanzione è la leva meno interessante: il costo che si incontra prima è un cliente che chiede come governate l'AI e non riceve risposta.

Serve un consulente o basta un programma?

Servono tutti e due, in momenti diversi. Il programma tiene insieme elenco, prove e scadenze tutti i giorni; il professionista serve quando una domanda non ha una risposta automatica — e infatti la piattaforma si ferma e la chiede a una persona, invece di deciderla al posto vostro.

L'autovalutazione non chiede dati e non manda niente: sono dieci domande e una risposta che resta sul vostro schermo. Se volete capire prima che cosa dice il regolamento, la pagina AI Act riporta obblighi e date con le fonti, verificate il 14 settembre 2026. Come si fanno in pratica i sei passi — il censimento, la policy, chi se ne occupa — sta nelle guide operative.