Autovalutazione

10 domande, e nessunariguarda la legge.

Riguardano la vostra organizzazione: cosa risulta fatto e cosa no. Sono le stesse domande da cui parte chiunque debba mettere ordine — prima ancora di sapere quale norma si applica a cosa.

Nessuna registrazione. Le risposte restano nel vostro browser: non le riceviamo e non le conserviamo.

  1. Sapere cosa si usa

    • Esiste un elenco scritto degli strumenti di intelligenza artificiale usati in azienda?

    • Quell'elenco è stato aggiornato negli ultimi sei mesi?

    • Per ciascuno strumento si sa chi è il fornitore e dove vengono trattati i dati?

  2. Chi risponde

    • C'è una persona indicata come referente per l'uso dell'AI in azienda?

    • Per i risultati che hanno effetti su persone, è stabilito chi li verifica prima che producano effetti?

  3. Dati

    • Si sa quali strumenti trattano dati personali?

    • Le informative privacy sono state aggiornate da quando l'AI è entrata nei processi?

  4. Trasparenza

    • Quando qualcuno interagisce con un sistema automatico — clienti o dipendenti — gli viene detto?

  5. Persone

    • Chi usa questi strumenti ha ricevuto istruzioni o formazione su cosa sta usando?

    • Di quanto sopra esiste una traccia scritta, e non solo una prassi condivisa a voce?

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Il conteggio si aggiorna man mano. Le domande senza risposta non contano né in un senso né nell'altro.

Questo non è un giudizio di conformità e non dice se un obbligo riguarda un vostro sistema: dipende da cosa usate, con quali dati e sotto la responsabilità di chi. Sono domande sull'organizzazione, e valgono quanto vale la sincerità delle risposte. Il resto lo fa la piattaforma.

Le lacune non si chiudono con un questionario.

Ma sapere quali sono è il punto da cui si comincia. La piattaforma parte esattamente da qui: il registro di cosa usate, chi ne risponde, e cosa c'è da fare.